domenica 9 luglio 2017

One shot reviews: la porta- Magda Szabò

Anno: 1987
Paese: Ungheria
Autrice: Magda Szabò
Genere: narrativa
Pagine: 247
Sinossi: l'autrice racconta di un rapporto impossibile con una donna impossibile: quella di servizio in casa sua.

Regalo della zia prediletta, con cui condivido la passione per la lettura, apprezzo la scrittura abile e foriera di dettagli, detesto la caratterizzazione delle protagoniste: la domestica, che ama solo in modo eletto e sotterraneo e riserva il suo disprezzo a chiunque, compresi gli oggetti di questo amore; la scrittrice, impegnata a sobbarcarsi le fatiche fisiche ed emotive di tutti e ciononostante continuamente in difetto, in colpa, in rimorso e in rimpianto. Quello che odio di me e degli altri non posso tollerarlo nemmeno nella fantasia delle letteratura. I toni tragici che da un certo punto in poi la storia assume cadono nel ridicolo per l'importanza che la comunità attribuisce a un personaggio insopportabile, incapace di gentilezza, tatto e rispetto delle opinioni altrui. Mi rendo conto che il mio è un limite che mi impedisce di appassionarmi al romanzo, nonostante riconosca all'autrice una storia originale nello sviluppo e nei sentimenti, narrata con grande capacità espressiva.

Avrei voluto scrivere, ma la tensione creativa è uno stato di grazia, dolce e amara al tempo stesso, occorrono molte condizioni perché si verifichi, eccitazione e calma, pace interiore e passioni stimolanti, tutte cose che in quel momento mi mancavano

martedì 30 maggio 2017

A fistful of movies: 10 film in tre tentativi di seduzione

Buongiorno gente,
l'ispirazione per questo post l'ho presa da un video estenuante in cui una manciata di appassionati di cinema su Youtube spiegavano in poche battute quali fossero i 100 film che valga la pena vedere.
Dal momento che amo il cinema e ho un penchant per la sintesi, ci provo anche io alla mia maniera: 10 film e tre tentativi per sedurvi. Tenetevi forte perchè c'è roba che scotta.

La cena dei cretini
1 Ideale da guardare con chiunque, fa ridere tutti
2 Ferocemente antiborghese e antintellettuale
3 Se vi intrippate, vi rimane ancora lo spettacolo teatrale e la versione americana


Film d'amore e d'anarchia
1 L'accento della Melato stacca l'accento dai muri
2 Le puttane sono adorabili
3 Giancarlo Giannini è il rivoluzionario più tenero del cinema italiano


Ciao ma'
1 Se siete fanatici di Vasco, è il vostro film
2 La cafoneria dei personaggi conquista anche chi lo odia a morte
3 Nonostante la trashata, strappa il cuore


Supersize me
1 Lo butta in culo a McDonald's
2 Fa sdraiare
3 Salva le mucche!


Dalle 9 alle cinque orario continuato
1 La colonna sonora di Dolly Parton
2 Di grande conforto a chi detesta il proprio capo
3 Le mirabili prove di solidarietà femminile

Airheads
1 Una rock band sfigata con Steve Buscemi e Adam Sandler
2 Un frasario stolido ma irresistibile
3 Rock 'n' roll, assalti alle radio e mitra giocattolo


Allegro ma non troppo
1 Un Fantasia all'italiana che se ne infischia di Disney
2 Una scanzonata introduzione alla musica classica
3 Disegni bellissimi, colore fantastici, fantasia sfrenata


La mia vita è un disastro
1 Se avete amato i film di Louise Rennison, non potete perdervelo
2 Tornare quindicenni per un'ora e mezza
3 Le trashate adolescenziali che fanno scompisciare

 

Due vite per caso
1 Il trip delle vite parallele
2 Un locale chiamato Aspettando Godard
3 Due o tre suggestioni su come funzionino le forze dell'ordine in Italia


Le ragazze di Piazza di Spagna 
1 Aww, Renato Salvatori! Che ve lo dico a fare?
2 Un ritratto intenso della gioventù romana negli anni cinquanta
3 Non è male oggi potersi sbaciucchiare per la via senza rischiare denunce per atti osceni

Mi piacerebbe replicare quest'episodio per cinefili, magari con una manciata di film che oggi eviterei come la peste.. Ma il lavoro incombe (finalmente?) sulla mia estate e dovrò decidere cosa fare del poco tempo che mi rimarrà per vivere. Statemi bene, juagliò!
S. 

venerdì 5 maggio 2017

"Musica del cazzo che ascolti solo te": Giorgio Poi LIVE

Buongiorno indiepatici,

a grande (?) richiesta, torno a scrivere di concerti per raccontarvi quello di Giorgio Poi a Genova, chitarrista jazz trapiantato a Londra al suo esordio con l'album Fa Niente (Bomba Dischi), grazie a cui ha calamitato una buona dose di curiosità, e ha fatto del look nerd una disaffezione alle regole dell'apparire. L'ho conosciuto qualche mese fa grazie alle cover di Asia Ghergo e al testo sgangherato e vitale di Tubature: quando ha reinterpretato il secondo singolo, Niente di strano, ero già cotta marcia. Grazie a questo live, sono riuscita ad appassionarmi al resto dell'album e mi sono riconciliata con la musica indipendente italiana. Niente male per una serata al porto antico!


Partiamo dal principio: la compagnia. Considerato lo scetticismo generale rispetto al personaggio e alla musica (per non dire che mi hanno sfottuta in coro), ho trascinato Luca con la scusa del regalo di compleanno. Immaginare il suo entusiasmo nel guidare fino a Genova per guardare un concerto di un tizio misconosciuto la sera di Real Madrid-Barcellona è un è piacere che lascio a voi.
Il Supernova è un festival organizzato da uno stronzo misogino ma, ahimè, anche l'unico evento indie di queste parti. Ad aprire la serata c'erano i Gomma, 4 ragazzi salernitani troppo cupi e distorti per i miei gusti: ho approfittato per mangiare un'insalata greca. Abbiamo trovato posto sotto il palco senza faticare, la gente era poca, e in un inferno di luci rosse Giorgio ha esordito con i suoi mitici maglioni sfigati e con Paradute, che suona come un malinconico elenco di inutili acquisti. Ha proseguito con un pezzo strumentale prima di farci un sorriso e salutare. Dalle interviste mi era parso timido e schivo o forse mi piace immaginarmelo così, ma non ero la sola: ogni parole era accolta da fischi di incoraggiamento.
Ho conosciuto l'album praticamente quella sera e non poteva esserci modo migliore: nonostante Giorgio non sia un fan delle canzoni da spiaggia, dal vivo suonavano tutte più allegre e spensierate di quanto non facciano su Spotify, complice un batterista che tarellava come se non ci fosse una domani e che mi ha assolutamente rapita. Al bassista non avrei dato più di 15 anni, ma il centro della scena se lo prendeva lui, con l'intensità con cui si piegava sul microfono e cantava con una voce per cui non esistono aggettivi, ma di cui è semplicissimo innamorarsi.


Oggi il cantautorato italiano è come il socialismo negli anni settanta: in espansione. C'è spazio di espressione per tutti. Io che molto chiedo ai testi, mi sono trovata troppo spesso annoiata da una tristezza pateticamente compiaciuta, oppure delusa da storie di una banalità imbarazzante. Quello che ho apprezzato di Giorgio Poi è l'originalità: del timbro, delle idee, del sound, di quello che succede nelle sue canzoni. Racconta di cose che non voglio necessariamente essere comprese, o definite, ma piuttosto immaginate nei cinefilm mentali dei nostri trip. Leggono la realtà con sarcastica intelligenza e uno sfondo confuso ma potente di nostalgia: lo squallore urbano, i progetti di fuga, le vacanze come vengono, la volontà di difendersi, le separazioni dopo tanta condivisione, tanta complicità. Le canzoni sono episodi poetici che si prestano alla parafrasi di ogni ascoltatore, ermetici e sfocati come il Dente degli inizi.
E io di chi dimostra sensibilità espressiva mi sono sempre innamorata, nonostante le fregature dei personaggi che stanno dietro alla penna: Federico Fiumani, D'Annunzio con La pioggia nel pineto, Freud con L'interpretazione dei sogni. Come potevo rimanere indifferente a un poeta fresco, notturno e urbano come Giorgio Poi?


E poi era una vita che non vedevo un concerto italiano, avevo dimenticato della gioia straripante di fare e ascoltare musica, stare in mezzo a venticinquenni che fanno battute sceme e cantare e saltare totalmente fuori luogo sopra pezzi lenti, per festeggiare l'attacco che hai sempre aspettato. Mi è venuta voglia di vederne altri ed essere indulgente con chi ho scartato su disco. Asia Argento anni fa diceva che ai concerti si rompe i coglioni, preferisce ascoltare i cd da casa: ecco, io tifo ancora per la vecchia scuola, quella degli intermezzi strumentali di percussioni furiose che non ti aspetti a un concerto melodico.
Anche portarsi dietro fidanzati un poco scoglionati ma tanto pazienti è una fonte di divertimento, soprattutto se a forza di sentirtela cantare sotto la doccia pure lui intona Con la felpa blu e le scarpe da ginnastica a madonna sul divano. 
Ma soprattutto, farò un fun club per tutti gli ah ha ha, i uuuh e pure gli oh nooo delle sue canzoni. Bisognerà dirgli che Dente sull'onomatopea ha costruito la sua fortuna.
Dopo Niente di strano e Tubature in atmosfera da accendino alla 883, mi aspettava la deliziosa maglietta colorata e Le Luci della Centrale Elettrica. La gente è raddoppiata e l'entusiasmo generale per il tizio barbuto che cantava versi incomprensibili ha lasciato Luca di sasso. Sapevo che non avrebbe retto oltre e ci siamo avviati all'uscita, ma prima ha pinzato Giorgio tra la folla e, memore del mio trauma da foto con l'artista, gli ha chiesto di posare con me.
Certo Giorgio mi ha conquistata, ma lui sa come rimanere primo nel mio cuore. Al prossimo concerto, spero quanto prima!
S.

domenica 23 aprile 2017

A pranzo su Youtube: soluzioni a prova di idiota per vegan zero sbatta

Buon salve a tutti e benvenuti in questo nuovo post!
Vi erano mancate le ricette a tema musicale della mia discutibile cucina? Avendo traslocato, il locale è cambiato: arioso, spazioso, funzionale, affacciato sul giardino! Si sente, però, la mancanza dei piatti veg di mia madre e della sua voglia di passare le giornate in cucina, che a me fa orrore. Ecco perchè mi ritrovo a mangiare chilate di insalata che manco gli erbivori più accaniti e confidare nella capacità di impastatore della mia dolce metà. Si può essere vegani e mangiare ogni giorno qualcosa di diverso e squisito, basta sbattersi tra i fornelli: come avrete capito, comunque, quella non sono io. Se dunque avete una flemma che vi sbrana i coglioni e il vostro sogno è sedervi a tavola in 10 minuti a guardare Insecure, vi passo qualche idea a basso contenuto di sbattimenti.

Riso, ceci e pomodori
Semplice, no? La creatività meglio mi conforta quando schiumo dalla fame e vado alla disperata ricerca di scatolette nella dispensa. Dopo aver aperto, mischiato e mangiato, ho pensato però, mica male!  

Cous cous
Che mi fa sentire taaanto vicina ai miei amici magrebini all over the world. Cuoce in 5 minuti, occhio che il volume d'acqua deve essere pari a quello del cous cous. Procuratevi fantasia di spezie, indispensabile condimento nella cucina di ogni mangione imprigrito, e accompagnatelo con le verdure crude che trovate in frigo, oppure già pronte nelle prodigiose scatolette di latta. Quello che avanza buttatelo nell'insalata!

Legumi in scatola
Salvezza del mio fabbisogno di ferro! Adoro i legumi, peccato siano socialmente inibitori (i miei compagni di pilates ne sanno qualcosa). Ovviamente quelli secchi sono più salutari e meno salati, ma stanno una notte nell'acqua e cuociono molto di più. Mia mamma li teneva una mezz'oretta insieme alla salsa di pomodoro ed erano una delizia, io opto per una cottura fast con un soffritto di aglio, oppure aggiunti a spezie e gomasio tostati in padella. Principi dell'insalata, stanno bene in qualsiasi piatto!

Tofu
Crudo è una vera schifezza, bisogna dargli un po' di sapore: buttatelo a dadini in padella con verdure pronte o crude a dadini o julienne, salsa di soia, spezie e sesi di sesamo. Marinatelo il giorno prima con salsa a piacere, spezie o limone. Oppure, se siete in una giornata di grazia, tritatelo con olive verdi, noci, pomodorini secchi e basilico, o schiacciateli con la forchetta. Infilate nel mixer con un po' d'accqua e strapazzate il tofu.

Noodles di riso o soia
Uno dei pochi motivi che mi fanno guardare all'Oriente con gratitudine. Si cuociono in acqua bollente in 4 minuti e si prestano a sugo di pomodoro, salsa di soia, oppure saltati in padella con verdure crude a julienne, aglio, germogli e curcuma.

One-pot pasta 
Vi risparmia la fatica di cuocere pasta e verdure per il condimento a parte: fate tutto insieme in un pentolone! Adatto ad amanti di verdure estreme, come cavolo, spinaci, broccoli, radicchio, cipolle, ma anche ai classici aficionados di basilico & pomodoro fresco. Provate con quello che vi va e salate prima di accendere i fuochi! Poi scolate e insaporite con erbe e spezie nella pentola.

Insalate
Quando ho scoperto di poter vivere di sola di misticanza e rucola? Non ricordo con precisione, ma sette anni mio padre fa mi presentava agli amici come l'erbivora. Ho avuto sufficiente tempo per gli esperimenti e posso assicurarvi che non ci si stanca mai, se si variano gli ingredienti. Ecco alcune idee:
- la mia insalata da tutti i giorni: misticanza, olive verdi, fagioli cannellini, pomodori, pepe, timo & curcuma
- finocchi, capperi, rucola, arance
- spinaci, mele, noci, & aceto balsamico
- radicchio, pere, curcuma, semi di papavero
- pesche, peperoni e basilico
- carote, zucchine crude & curry
- mandarini (metà in spicchi e metà in succo), noci, mandorle, carote, olive nere. 
Grazie al mio ex fidanzato colombiano, che mi ha cambiato la vita sostituendo il limone all'aceto. Poi mi anche sbattuta al muro, ma questa è un'altra storia. Aggiungete dunque limone o aceto a vostro piacimento e una manciata di semi oleosi, come zucca, lino, chia, papavero. Non dimenticate pane, gallette e crackers a profusione!

Piadina & insalata
Una colazione senza piadina all'insalata annuncia una giornata tristissima. E' la mia droga: mi dà una carica bestiale, mi sazia fino all'ora di pranzo e mi mette subito di buonumore. Suggerisco di lasciare l'insalata in versione light, solo condita con spezie/sale, olio e aceto/limone. Fantastica quando non avete tempo, addolcisce anche le merende e gli spuntini post-serate.

Riso bianco
Molti potranno non essere d'accordo o associarlo a periodi di tempeste intestinali, ma io mi ci sono affezionata, sarà che le tempeste intestinali sono la mia quotidianità: lo mangerei in continuazione, soprattutto stracotto. Provate a farvelo piacere di più con lime e prezzemolo, alla messicana! O arrendetevi ai risotti alle verdure della vostra famiglia.

Farifrittata di ceci
Se ho imparata a farla io, cari miei, rassicuratevi: è 'na cazzata. Mescolate 80 g di farina di ceci, un pizzico di sale e pepe e due cucchiai d'olio d'oliva con 150 ml d'acqua. Ungete una padella antiaderente, fate soffriggere della cipolla e saltate verdure a piacere (pure senza se siete inguaribili fannulloni). Versate il composto, coprite e cuocete a fuoco bassissimo finchè anche la parte superiore si rassoda.

Salse e vellutate
Avevo già scritto un post a riguardo con diverse ricettine in merito. Hanno il pregio di un'amica socievole: dove le metti, stanno. Sulla pasta, sul pane, con le verdure o da sole con scodella e cucchiaio, fredde o calde. Si preparano in un'inezia, con acqua e frullatore, mixando verdure, spezie, legumi, semi olesi. Provate la salsa thai ai semi di girasole (una tazza a mollo per un'ora), frullandoli con senape forte, riso thai, succo di un limone, salsa di soia, uno spicchio d'aglio, olio di oliva e pepe.

Polpette di lenticchie al sugo
Che bello, sembra di mangiare quelle belle polpette d'uova che mi faceva mia madre, per cui ho maturato un'intolleranza del 100% ai prodotti delle nostre amiche galline..
Cuocete le lenticchie senza esagerare coi tempi e frullatele con un filo d'olio. In una ciotola mescolatele con del pane bagnato, un po' d'acqua, prezzemolo, sale, pepe e le spezie che volete. Fate le polpette e tenetele in frigo, quindi preparate del sugo di pomodoro e cuocetecele per dieci minuti.

Melenzane e zucchine alla griglia
C'è bisogno di dire altro? Tagliatele a rondelle, sbattetele sulla pastra e aspettate che facciano cccccc. Mangiatele con una bella caponata! (pronta, magari).


Passato di verdura
Ques'ultimo suggerimento esula dalle ricette veloci, però che piacere quando la mamma del tuo fidanzato ti fa trovare pronte due bottiglie. Coi crostini è la morte sua, ma pure gli spaghetti o il riso non sono da sputare in un occhio!


Siccome con la musica ultimamente è un amore litigarello e ormai vi ho già proposto di tutto, oggi vi suggerisco qualche youtuber interessante: il piacere di cucinare, tirare su il letto o strapparsi le sopracciglia con una voce di sottofondo a fare compagnia è impareggiabile e tante volte l'ho preferito alle canzoni. E impari pure un botto di cose! Ecco i miei prediletti:

Cimdrp La mia eroina virtuale, l'ho anche sognata: femminista, psicologa, musicista, attraente e divertente, cura la rubrica Parità in pillole e il blog di Bossy, in cui dibatte di cultura di genere.



ShantyLives la LaciGreen italiana, bisessuale e dolcissima, sempre di umore adorabile. Non perdetevi i video sulla sessualità, ne imparerete delle belle (potrebbe farvi passare la fame).


 Ilenia Zodico Scanzonata e ironica siciliana trapiantata a Milano, studia editoria e legge come un drago. Le sue recensioni sono stupende.


Asia Ghergo Le sue cover sono tra le poche cose a tenermi ancorata all'indie italiano. Non ancora diciottenne, canta come una sirena di Ulisse e fa innamorare tutto il pubblico di Youtube con i suoi sorrisi.


LaciGreen Conosciuta grazie a un articolo su Elle (l'ironia della vita), negli Stati Uniti è la musa virtuale del sesso, di cui parla a 360°. Orgogliosa sostenitrice della comunità LGBT, sto imparando molto grazie a lei.


Theglassandthenerd Al secolo Camilla Bertini, geniale archeologa veneta trapiantata a Nottingham, a cui mi sono affezionata quando sul vecchio canale insegnava al web la Netiquette e l'ho vista laurearsi, lasciare casa e trasferirsi in Inghilterra. Ho imparato molto sui trucchi ascoltandola (nozioni riciclate ai colloqui per Tigotà), ma anche di consapevolezza, agende, biologico, inglesi e ansia. Parla a ruota libera con una voce rilassante che è meglio di una camomilla.


Cyprien Lo youtuber più seguito di Francia, mezzosangue rumeno, ha cominciato a fare ridere nel suo monolocale parigino nel 2007 e da lì non si è più fermato. I suoi video fanno sdraiare e ripassate il francese, che altro vi serve?


Sciannera Prima youtuber conosciuta sul web grazie a Nadia (<3), i suoi video mi hanno fatto compagnia per anni, con quella voce dolce e rilassante. Mi ha introdotta al mondo dello spignatto, dell'autoproduzione, dell'inci cosmetico, della decrescita. Ciao Alessandra!

martedì 11 aprile 2017

Spring awakening: recensioni veloci per lettori di fretta

Amici e amiche!
Manco da un pezzo, la vita sa essere una merda di questi tempi. Negli ultimi giorni ho avuto prova dell'affezione di un paio di amici per i miei blog, che mi ha sorpresa ed estremamente lusingata (non succede spesso, devo dire). Soprattutto, mi hanno fatto notare che le mie recensioni cinematografiche funzionano perchè sono veloci: nessuno ormai, salvo che a scrivere non sia Clio Make Up o Chiara Ferragni, ha voglia di sciropparsi paginate di elucubrazioni mentali.
Perciò torno con un post che programmo da tempo e lo snellisco un po'. Che terapia eliminare il superfluo in ogni campo della vita! Via, recensioni lampo di letture più o meno recenti. Giacchè negli ultimi mesi non leggo veramente un cazzo.

E. L. James- 50 sfumature trilogia
Avevo voglia di frivolezza: qui c'era tutta quella che potessi desiderare. Anastasia è semplicemente insopportabile, una capsula Petri di nevrosi e stereotipi; la costruzione di personaggi estremi a tutti i costi, in ogni aspetto della vita fa venire la psioriasi, la rappresentazione di genere è insultante per la mia intelligenza e quella di tutte le altre. Ha però il pregio di parlare alla 12enne che sonnecchia in me, eccitata dal protagonista protettivo ai limiti della compresione umana, perennemente in fregola e in erezione, matto come un setaccio. 

Simone De Beauvoir- Autobiografia in 4 volumi
Me ne sono innamorata praticamente per tutto: gli eventi e le emozioni di una vita straordinaria, gli/le intellettuali incontrati/e, la scrittura leggera, elegante e attenta ai dettagli, l'ardore delle avventure e l'amore per l'esistenza, l'evoluzione politica e culturale francese attraverso 70 anni. Mi ha fatto conoscere e amare Sartre. 

Episch Porzioni- Amy Winehouse fino alla morte-
Biografia di un amico che mi è rimasto caro a distanza di anni. L'ultima volta che l'ho visto mi raccontava che l'aveva scritto in fretta e furia per farlo uscire a pochi giorni dalla morte. Peccato manchi la satira che ha reso irresistibili i libri precedenti, senza contare che l'empatia per chi muore di overdose non l'ho mai capita.  
  
Gina Lagorio- Inventario
Gina Lagorio moriva nell'estate 2005, a settembre io cominciavo l'università: quella Palazzina Lagorio sarebbe diventata la parola in codice per ritrovarci tra compagne in facoltà. La ritrovo anni dopo, per caso, sul dorsino di un libro in biblioteca. Scrittrice piemontese ma savonese d'adozione, amica di Camillo Sbarbaro, mi piace come racconta la sua vita di donna di intellettuale e di sinistra, ma sopratutto del lembo di terra tra mare e montagne dove vivo.

Lorenzo Cherubini- Gratitude
Da quando Luca (a cui neanche piace) mi ha passato l'intera discografia, mi sono lanciata nello studio del microcosmo Jovanotti e questa autobiografia si fa leggere volentieri, snella e veloce. Trovo stupida l'avversione per ogni tipo di etichetta e irritante l'accoglienza ai cambiamenti, qualunque essi siano, ma ci sono idee e aneddoti che mi fanno respirare a pieni polmoni.

Andrea De Carlo- Pura vita
Diverso dai soliti libri di De Carlo, quelli dove c'è la musa tormentata e il 40enne che la insegue come fosse un sogno. I protagonisti chiacchierano di tutto e mi sorprende la conoscenza dell'autore degli argomenti più diversi, soprattutto delle relazioni tra essere umani. Mi piace che, da Due di due in poi, nel malessere che ammorba questa società ci troviamo d'accordo. Certo è che, se un uomo mi parlasse come fa il protagonista, lo manderei a spigolare di gran carriera.

Sigmund Freud- Psicopatologia della vita quotidiana
Bisogna dire che Freud ha avuto intuizioni geniali nella sua carriera, capaci di rimanere attuali per più di un secolo. Voglio dire, nonostante le cantonate sulla sessualità femminile, il ragazzo ci vedeva giusto. Mi apre dei mondi sui lapsus, le cose che dimentichiamo e una miriade di altre quisquilie quotidiane a cui non diamo nessuna importanza. 

Mario Moretti, Carla Mosca, Rossana Rossandra- Brigate rosse, una storia italiana
Regalo di compleanno di amiche lontane dall'attualità politica come il sistema solare dal pianeta terra, sulle prime penso che i tempi non siano maturi per questa formazione. Invece è un libro-intervista che mi coinvolge profondamente e mi fa conoscere una persona di grande valore e intelligenza. Il sacrificio speso in quello in cui crede e per cui ha pagato è enorme e mi colpisce moltissimo. Dovrei sentire anche la versione di Franceschini. Sogno spesso di fare una maglietta a sua immagine per fare incazzare i datori di lavoro democristiani. 

Ritanna Armenni- La colpa delle donne
Cominciato nel reparto di ginecologia mentre mi faccio prescrivere la Ru46: BOOM! L'autrice ha una posizione ambigua, scrive per Liberazione e conduce un programma con Giuliano Ferrara: non ne poteva venire fuori nulla di buono. Non ha uno stile cattivo e deciso, ma piuttosto di molla inchiesta, senza convinzione e politicamente corretta a ogni costo, cercando di insistere sul concetto che l'aborto vada evitato e che tutte le donne soffrano dopo aver intrapreso questa scelta. Evidentemente, non si è presa la briga di fare della ricerca prima di scriverlo queste quattro stronzate.

 Lidia Ravera- Bagna i fiori e aspettami
Guardo a lei come una delle donne e femministe che apprezzo di più in Italia e avevo già goduto delle gioie della sua scrittura. Questo è un romanzo strambo e singolarissimo, con insospettabili scenari da libri di azione, personaggi definiti con lo scalpello e un linguaggio che assorbo come carta velina. Mi tedia la tendenza della protagonista a drammatizzare ogni cosa, ma quella volontà testarda di inconttrare il padre è struggente. 

Dedico queste righe a Poppi e Silverio. A volte ritorno!


Ultimamente sto ragionando abbastanza sulla natura degli ingegneri.. Forse ne verrà fuori un post. P
Baci alle vostre mamme,
S.

domenica 5 febbraio 2017

A lovely way ay to spend the evening: Gomorra & Gilmore Girls

Buongiorno gente,
ho una ventina di minuti prima di portare il cane finalese, ospite d'eccezione, a spasso per ardite erte del savonese e volevo infilarci una recensione veloce sui personaggi di due serie concluse da poco, presi a cuore al punto di sognarli di notte.
Gomorra, seconda stagione


Avevo già scritto qualche riga a durante la prima; in effetti, non credevo, da ipersensibile quale sono, di poter apprezzare sangue, sparatorie, rapimenti e omicidi a sangue freddo, invece sono rimasta incollata allo schermo per due stagioni. Di primo acchito non me lo spiego, poi rifletto sul fatto che è un prodotto di pregio, non la solita americanata che vuole fare sensazionalismo. I dialoghi sono interessanti, scritti bene e il dialetto napoletano (nonostante la necessità di sottotitoli) aggiunge fascino ai personaggi. I silenzi! I silenzi sono magnifici, e dire che di solito mi rompo i coglioni: qui danno uno spessore ai personaggi e un pathos alla vicenda  che mi viene voglia di provarci pure a me per darmi un tono, nella speranza che la gente si caghi in mano. E, nonostante strati belli spessi di atteggiamenti razzisti, omofobi e sessisti, genuini prodotti campani e mafiosi, non perdo la testa. Probabilmente mi rendo conto che le vicende di Gomorra attingono a un contesto vero, reale dove il conformismo, il potere, i soldi, l’ignoranza, il consumo di massa, i pregiudizi hanno più presa di cultura, consapevolezza e parità di genere.

I personaggi femminili hanno spunti di qualche interesse, ma se positivi la loro autorevolezza dipende dai compagni (Donna Imma, Azzurra), oppure sono indipendenti ma stronze epocali (Scianel), se non proprio delle poveracce oppresse dagli uomini e perseguitate dalla vita (Deborah, Marinella, Nina). Ecco perché ho avuto un fremito quando sulla scena è arrivata Patrizia: libera da cazzate sentimentali, orfana e protettiva con fratelli e sorelle, si mette alle dipendenze di un sessista come Savastano e ingoia con rabbia bocconi amari. Il coraggio e la tenacia nel proteggerlo le permette di guadagnare la fiducia del boss. Il rapporto padre e figlia che nasce tra loro mi ha emozionata, finchè si è rivelato qualcosa di più banale, ma tifo sempre per lei. Mi sono goduta l’evoluzione di un personaggio complesso e interessante come Gennarino, da rampollo bambaccione a bastardone che fa uccidere il padre dall’assassino della madre mentre dà al primo figlio il suo nome (Salvatore Esposito è il sex symbol che dà ragione a tutti i ciccioni in circolazione). Anche Ciro di Marzio ha il suo innegabile fascino, con quel cinismo, quella perfidia e quel pelo sullo stomaco che lo rendono ostile a chiunque senza che a nessuno venga voglia di fargli sparare. Aspetto con ansia la terza stagione, come tutti. 


Gilmore Girls, A year in the life
Anche di questa serie avevo scritto tempo fa: con lei sono cresciuta e quei personaggi li sento come reali, tanto mi hanno appassionata le loro vicende. Come tutte le fans, aspettavo la ripresa della serie come una finale mondiale. Ho guardato diversi video di recensioni critiche e deluse: anch'io penso che lo sviluppo della storia potesse essere diverso, non solo un pretesto per ammassare tutti i personaggi in sei ore di visione. Qualcuno dei secondari meritava un'altra influenza nella vicenda, altri non hanno attraversato cambiamenti necessari a renderli più interessanti. 


Capisco anche la nostalgia per la Rory della prima ora e la sensazione che il personaggio sia stato snaturato, ma mi è piaciuto vederla cambiare, anche se con una punta di amarezza, dalla sedicenne che riusciva in ogni cosa in un'adulta di talento dentro un mercato del lavoro ingrato e difficile: tentare, fallire, cedere allo sconforto, provarle di nuovo tutte, adattarsi a quello che si riesce a fare l'ha resa più vicina a me, più autentica. Certo sono uno spreco le relazioni a tempo perso con questo Paul di cui non sappiamo nulla, a parte che è uno sfigato e ci si dimentica di lui, e con Logan, in procinto di sposarsi con un'altra, viscido e faccia fa schiaffi come sempre, che nulla dà e nulla aggiunge alla felicità di Rory.
E’ triste anche abituarsi alle facce invecchiate degli attori: nella prima puntata ho faticato a ritrovarmi nella serie che ricordavo, complice la scelta di vederla in lingua originale e rinunciare alle voci che mi erano familiari, anche se così era più facile pensare che potesse essere tutto vero. A ogni modo, l’affetto che mi legava ai personaggi mi ha riportata là dove li avevo lasciati. Rivedere facce e luoghi, rivivere momenti e rituali è stato emozionante: Stars Hollow, il locale di Luke, i lavori strambi di Kirk, le riunioni cittadine di Taylor, il cortile della Chilton, la casa di Lorelai e Rory. Probabilmente il tempo passato a sentirmi parte di quelle vicende mi basta, tanto che mi sono persa dei passaggi fondamentali che ho colto solo grazie alle recensioni su Youtube! L'amore sa inebetirmi.
Ho visto recensioni negative di ragazze molto in gamba che seguo per i libri o il femminismo, come Ilenia Zodiaco e Cimdrp, e recensioni entusiaste di youtuber che apprezzo meno, come Barbie Xanax, più sensibili al ritorno delle ragazze Gilmore che non alla qualità della stagione, proprio come me.  


Mi è piaciuta molto l'evoluzione del personaggio di Emily, aspetto su cui convengono tutti, che ricomincia una nuova vita dopo essersi rassegnata a perdere Richard, e Kirk, antisociale come sempre, con quella meravigliosa maiaialina. Devo invece riconoscere che Luke e Lorelai mi hanno annoiata, sempre fermi alla stessa vita di dieci anni prima, ma la crisi a cui il loro rapporto li mette di fronte, e Michel che lascia il Dragonfly, li spinge in qualche modo a rinnovarsi. Il viaggio selvaggio di Lorelai è stato abbastanza assurdo nell'economia della storia, come lo stupido musical di Stars Hollow, e il matrimonio che chiude il finale di stagione- e peraltro non vediamo- ha voluto accontentare un po’ tutti ma mi ha portata alle lacrime. Bellissimo il progetto del libro sulla vita delle protagoniste che simboleggia la chiusura di un cerchio, così come l'ultima battuta che chiude l'ultima puntata: BUM! Non lo sospettavo per niente, pare invece lo avessero annusato tutte: Rory incinta come la madre, solo sedici anni più tardi, come lei senza un compagno (del resto, Logan è un personaggio pessimo, meglio che sposi una ricca snob). 
Volevo fortissimamente che tra Jess e Rory succedesse qualcosa di più (stanotte li ho sognati, per farvi capire quanto lo volessi), ma il desiderio con cui la guarda fuori dalla finestra, e Petal che dorme con Paul Anka, sono le cose che più mi hanno emozionata. Se avrò anch’io un maiale, e potete giurare che ci lavorerò, la chiamerò così, per ricordare una stupida serie che mi fatto compagnia per così tanti anni. Spero che esisterà un’altra occasione per rivederli tutti quanti (kleenex, please!).

Al prossimo amore televisivo,
S. 

mercoledì 18 gennaio 2017

Niente trucco stasera: del make-up come azione sociale

Ho provato a fare una ricerca su Google sul non truccarsi: vengono fuori post di adolescenti acqua e sapone che pensano di aver sviluppato scompensi psicologici, e articoli su quello che gli uomini apprezzano o disprezzano in fatto di make-up. Carini: oltre a non porsi minimamente il problema del doverlo fare per essere accettati, vorrebbero anche dirti come truccarti per incontrare il loro gusto. Quelli che in tempi più spicci avrei definito poveracci, o addirittura uomini di merda. 
Io non sono una fan del make-up e di questi tempi vale a dire, da donna, essere un tantino in controtendenza: mai come in questi ultimi anni spopolano su youtube tutorial, discussioni, mega-haul e domande sulla marca del rossetto anche sul video più nerd della ragazza più colta. Un esercito di utenti dai dodici ai cinquant'anni si truccano su Youtube per insegnare la raffinata arte del presentarsi decentemente al pubblico, e sono straseguite. Sinceramente, rimango un po' perplessa.
Penso che truccarsi sia divertente e realizzare come possa migliorarti faccia un gran bene all'autostima. Quando vado a qualche serata o concerto, un filo di qualcosa lo metto pure io e ricevo i timidi complimenti delle amiche, conscie della mia incapacità di armeggiare con un mascara o scegliere un rossetto che mi stia bene.
Non mi verrebbe mai in mente di truccarmi per andare a fare la spesa o, peggio, per andare all'università o a lavorare, e mi considero fortunata: sono in tante a sentirsi obbligate a conciarsi la faccia per presentarsi in pubblico, senza capire quanto sia meschino e sessista aspettarsi che le donne si sentano inadeguate a mostrarsi agli altri così come sono. Ma poi, capisco mia zia che ha sessant'anni e non accetta le sue rughe: ma l'esercito di ragazzine di cui sopra mi spiegate cosa deve nascondere?
Perchè, escludendo che finisca in tv, al cinema o sulle riviste, a nessun uomo verrà chiesto lo stesso? Ammettiamo pure che la sua pelle sia più spessa: solo in virtù di questo va bene così com'è? O è forse che l'aspetto che abbiamo conta più di quello che abbiamo da dire?


Non vi sembra paradossale che tante donne si sentano inadeguate a presentarsi al lavoro con la loro faccia? Con le occhiaie, le borse sotto gli occhi, le rughe, i brufoli, i punti neri e qualsiasi altro difetto sfoderi con più naturalezza il collega o datore di lavoro? A meno che la tua faccia sia il lasciapassare per il lavoro (e anche qui avrei qualche rimostranza), che importanza ha quanta roba ci siamo messe addosso? Prepareremo le buste paga più in fretta? Visiteremo meglio i pazienti? Guideremo meglio autobus e taxi? Venderemo il doppio delle case? Che accidenti centra il modo in cui ci presentiamo con la capacità di fare bene il nostro lavoro? 
Una ragazza che seguo su Youtube e considero davvero in gamba, un'archeologa dottoranda a Nottingham, sottolineava che se si fosse presentata struccata in università l'avrebbero cacciata. Posto che non conosco l'università inglese, trovo gravissimo che persone così intelligenti siano condizionate a tal punto da sciocchezze del genere.
Intendiamoci: queste sciocchezze sono perpetrata dalla società e dalle persone stesse con una violenza inaudita: non siamo stupide se non ne capiamo i meccanismi.
Ma qualcosa sta succedendo. Negli Stati Uniti l'anno scorso una manciata di star si sono ribellate al dogma che le vorrebbe sempre perfette sotto i riflettori. Hanno detto: non mi trucco più. C'è chi dice che per loro sia semplice, considerata l'ottima base da cui partono, ma non sono d'accordo; proprio perchè sono tremendamente belle, onnipresenti, sovraesposte, valutabili e criticabili da chiunque, decidere di fare questa scelta in un mondo crudele e basato sull'apparenza come quello della celebrità, dove la tua bellezza conta più della tua capacità di attrice o di cantante, è una bella sfida. 
Anche le ragazze di Soft Revolution hanno scritto un bell'articolo sull'argomento, ma non si pongono la domanda più semplice: perchè agli uomini nessuno rompe il cazzo?
Persino in profumeria, luogo simbolo del trucco dove le commesse non possono prescindere dalle aspettative dei capi e dei clienti, gli uomini hanno la stessa faccia di quando si svegliano. E, sinceramente, non credo che sia solo quella a fare di te una persona curata e presentabile: ci sono lo stile nel vestire, le mani, i capelli, il sorriso, un atteggiamento positivo e disponibile. E sì, venire valutata presentabile in base a quanto pesi è un altra trappola da stronzi che rassicura solo i matti.


La prima cosa che mi viene da dire è: fottetevene. Non contate per come apparite, ma per le vostre qualità. Temo che passare tanto tempo ad acconciare i capelli, truccare il viso, scegliere l'outfit e dimagrire faccia perdere tempo per la vita vera: i talenti, gli interessi, le competenze, i divertimenti, le passioni. Lavorare su quello che ci piace e ci rende persone di valore impedisce alle aspettative sociali di piegarci: ho letto l'opera omnia di Simone De Beauvoir, so dimenarmi sulla pista che neanche gli occitani, ho scritto una tesi di duecento pagine su Godard, sono femminista, ambientalista, vegana e antifascista. E' questo che conta per me, chi se ne frega del blush?
Non accetto che mi si passi lo sguardo addosso come fossi un cavallo al mercato del bestiame, e non doveste farlo nemmeno voi. Verremo criticate se non ci truccheremo a dovere, ma più donne prenderanno coscienza di quanto è ridicola questa aspettativa, meno potere eserciterà sulla nostra autostima.
E' coraggioso, se non eroico di questi tempi, essere donne che si presentano al mondo con la propria faccia imperfetta, ma se quella degli uomini è trascurabile perchè il loro ruolo sociale è conquistare soldi, potere, autorevolezza, esperienza.. Possiamo farlo anche noi. Trucchiamoci se e quando ci va, non quando è necessario. 
Anni fa, un ragazzo credeva di avermi fatto un complimento dicendomi che ero una delle poche ragazze che stava bene anche senza trucco: lui era sovrappeso, brutto come l'accidente e ignorante come il legno, ma evidentemente l'autocritica non era il suo forte. E' rimasto lontano da me quanto il mercato immobiliare di Buenos Aires. Tranquille: di uomini a cui piacete appena sveglie al mattino è pieno il mondo!

mercoledì 28 settembre 2016

Fenomenologia del mondo borghese: i finalesi e il reggae

Salve amici,
riemergo dalla nebbie di una stagione infernale per accogliere l'autunno con tutti gli onori e dedicare qualche riga al primo concerto reggae che il mio umile paesino abbia mai ospitato.
Gli Africa Unite a Finale: me l'avessero detto a vent'anni, non ci avrei creduto. Intendiamoci, non parliamo di gente che il reggae l'ha inventato in Giamaica cinquant'anni fa; cionondimeno, se di reggae ci siamo appassionati in Italia, è anche e soprattutto merito di questa band storica che non avevo ancora sentito suonare. Se non conoscete Finale Ligure, non so se potete cogliere lo sbigottimento e l'euforia che un evento di normalissima portata altrove possa avere in questo posto. Patti Smith suonava a Savona anni fa, ed era stato straordinario, ma prima e dopo la città di bei concerti e nomi altisonanti ne ha collezionati.
Il reggae a Finale è un concetto ignoto ai più, associabile a Bob Marley e a un mazzo di fattoni da cui tenersi lontani. Se l'orecchio pulsa nel modo giusto, per voi qui c'è davvero poco da fare.
Vedere amici savonese di tutt'altre scene è stato bello, un mescolarsi emozionante di alternativi e gente da discoteca: non amo ragionare per etichette, ma credetemi, le teste dei compaesani hanno la mente elastica come un plinto di cemento e una visione del mondo a cartolina. Immagino che i più si siano trascinati per noia e curiosità, tant'è che l'accoglienza  alla band non è stata molto calorosa.
Pazienza: il barista del localino fighetto in piazza che metteva Lee Perry e i Toots ha ridimensionato la delusione, così come vedere tutti ballare, sia pure come oranghi nella stagione dell'amore.
E' stato bellissimo riunire amici imperiesi, savonesi, fidanzati e amici nello stesso campo da calcio e correre da uno all'altro nel tentativo di passare la serata con tutti, finendo per perderli e ballare sotto casse da sola per buona parte del concerto. Dire che il ci sei, Finale? degli Africa suonava insolito è davvero poco.
In questi giorni nessun articolo, nessuna recensione, nessun accenno a quel piccolo miracolo. Spero sia l'inizio di idee solidali e rivoluzionarie come questa, anche se me ne sto andando e a Savona i concerti non mancheranno. Finale rimane il mio porto sicuro e la riabbraccerò come una sorella se la sentirò vibrare ai ritmi giusti.
Deeply gratefully, S.

lunedì 27 giugno 2016

Summerteeth: pezzacci di inizio estate

Ciao lettrici e lettori,
è un po' che non mi dedico all'apparato bandistico musicale, ma è pure vero che ultimamente non scrivo un cazzo. Jedenfalls, ho riunito qualche canzone scoperta negli ultimi tempi che mi ha ridato gioia di vivere (ne ho sempre bisogno) e ve la propino con il suo video in allegato. Hab Spaß!

Express yourself- Diplo
Pezzaccio elettronico trovato per caso, come sempre succede, su un video de Lo Stato Sociale che insegnava a ballare da qualche parte a Bologna. E' anche il titolo di una vecchia canzone funky di Charles Wright, sensazionale pure quella, ma non abbastanza tamarra in cuffia. Mi caricava a mille nei giorni di Pasqua, mentre lavoravo come una pazza ed evitavo come birilli orde di austriaci in mountain bike.

 

Keep out of the mischief now- Tommy Dorsey 
Il mio scarsissimo repertorio jazz arriva perlopiù dai film di Woody Allen e questo non fa eccezione. Non sapendone nulla ed evitando Miles Davis come la peste, mi fido delle mie sensazioni animali e mi lascio illuminare dalla spensieratezza del cinema anni venti.


Baby's on fire- Die Antwoord
L'avevo completamente dimenticata, l'ho risentita grazie a un'amica che li sponsorizza a tutti. Il video è qualcosa di ipnotico e folle, non meno dei due olandesi albini che cantano in un inglese incomprensibile su basi elettroniche. Pezzaccio.

  
Spirits- The Strumbellas
Io e mio fratello viaggiamo su binari musicalmente inconciliabili, eccezion fatta per la felice parentesi dei Peggioklasse. Invece durante una clandestina ricerca sul pc ho trovato conforto in una canzone super mainstream che fa cantare l'anima tanto è torrenziale. E poi tutti abbiamo pistole in testa che non vogliono andarsene, no?




Skifterat- Bes Kalluku feat. Rati
E' passato qualche anno da quando l'ho ascoltata per la prima volta ma gli amici albanesi, una volta approdati al cuore, non se ne vanno più. Intendiamoci: è una cafonata clamorosa, ma fa sdraiare. I riferimenti alla nostra cultura si sprecano e non manca neppure Berlusconi che legge Dan Brown. Partiva sempre in comunità dopo pranzo e dava il via a una serie di danze tradizionali albanesi. Shqiptari my friends!


Postcard from Italy- Beirut
Sebbene sia molto recente, ho già dimenticato come ci sono arrivata, dato per me importantissimo che annoto in maniera maniacale. Peccato. Ho ascoltato altro del gruppo, ma niente suona nostalgico, trasognato e splendidamente ritmico come questo pezzo. Anche il video è una piccola perla di bizzarri e teneri ricordi di vacanze d'estate. 

  
La mer- Charles Trenet
Sentita nel geniale e godibilissimo film francese Dio esiste e vive a Bruxelles, è raffinata e amabile come qualsiasi cosa arrivi da un paese così splendido. Le parole danzano su un mare musicale struggente, la voce è tenera come baci buttati all'aria. E' quasi poesia.


Lost stars- Adam Levine
I Maroon Five non me li sono mai filati di pezza, al punto che ho faticato a riconoscere il cantante in Begin again: ero affascinata da Keira Knightley, che trovo magnetica dai tempi di Sognando Beckam. Nel film è una songwriter in erba abbandonata dal fidanzato che ha fatto fortuna e la colonna sonora è un gioiellino pop melodico. La canzone non è affatto male cantata da lei, ma è falsetto reinterpretato da lui mi alza i peli sulle braccia.


Mud up- Supercat
Pezzaccio dancehall scoperto nelle playlist che suonavano a casa della solita Vitto, un pozzo di musica cacara. Non ha bisogno di commenti: mi fa ballare come se uscissi da vent'anni di coprifuoco.  


Buddy- De La Soul
Il rap americano old skool di cui sono affamata dai Beastie Boys in poi e che non facile portare alla luce in mezzo a tutte le sciocchezze gangsta pompate al massimo dal mainstream. 

   
Keep on pushing- The Impressions 
Grazie all'ennesima enciclopedia del rock, ho passato l'inverno a sculettare sul soul americano anni sessanta tirando a lucido la cucina. Tutti gli esimi opinionisti di Youtube concordano con me sull'energia azzurra che infonde nelle ossa la canzone: difficile trovare aggettivi, ma semplicissimo innamorarsi. 

 
 La conga blicoti- Joséphine Baker
Credo di averla ascoltata in un delizioso film di Allen dove Owen Wilson se ne andava a spasso per gli anni venti con una tizia dell'epoca di cui era doverosamente innamorato e conosceva tutti i grandi personaggi americani dell'epoca. Pezzo curioso e demodè di una delle primissime star nere dello spettacolo, regala irragionevoli impeti di vita. 

 

Straight shooter- The Mamas & The Papas
Sembravano un gruppetto di bravi ragazzi, invece erano limpidi tossicomani e dedicavano questo insospettabile pezzo all'amica eroina. I testi in cui si parla di cose torbide celandole dietro a testi innocenti, dai Beatles a Neffa, mi recano sempre tanta simpatia.


Eu nasci no meio de um monte de gente- Selton
Band indipendente brasiliana trapiantata a Milano, chi mi conosce sa che queste commistioni culturali mi rendono frizzantina. Pezzo delicato e pieno di allegria che ricorda l'affollata infanzia sudamericana e ne celebra la nostalgia, cantato in due lingue.
 
 

Dread natty Congo- Sister Carol
Ho in programma di metterla come suoneria del telefono per fare girare tutto l'autobus di botto. La dancehall femminile ha una marcia in più, quella commistione di minchia oh e bacino isterico che mi scende a toccare le corde giuste. La confondo sempre con Sister Nancy e con tutto il retroterra di niggers sfrontate e incolte dai pugni in tasca. 


Sha la la la lee- The Small Faces
Ultimo pezzo del primo album di una delle band mod più fighe degli anni sessanta, a cinquant'anni di distanza non ha smarrito un'oncia di brio, brillantezza e ritmo. La voce roca di Steve Marriot conferisce una vena struggente e dolorosamente appassionata a un pezzo memorabile.


Colpa d'Alfredo- Vasco Rossi
Solo qualche giorno fa avrei messo Susanna, altro pezzo di una rockstar che amo molto poco, ma in grado letteralmente di ossessionarmi con i testi insoliti e una chitarra tutta grinta. Poi ho scoperto questa, nota al mondo intero, a cui arrivo molto tardi e forse in virtù di questo mi fonde il cervello. Distrugge e annienta con gioia violenta tutte le occasioni perse delle nostre serate con cinismo erotico e scanzonato.


Amami Alfredo- Maria Callas
Come qualcuno potrebbe sapere, amo particolarmente la musica classica, anche se mi mancano delle gran basi: neanche sapevo che questa faceva parte di un'opera di Verdi. Della Callas conoscevo anche Casta diva, come si può conoscere una melodia passata per anni tra radio e televisioni che misteriosamente un bel giorno esplode e ti rapisce del tutto. Mi fa vibrare come un violino scordato, sublime. 


Spero di avermi ispirato qualche ascolto, dopo questa insalata mista di musica che è durata settimane. Ovviamente non mi farete sapere, ma confido nella vostra scarsa sensibilità musicale. Addio!
S.